CAP III

Apri la Tua porta oh Signore misericordioso a chi Ti invoca nel pianto.
Apri la Tua porta … anche se ho fatto tardi!

– L.A. SENECA –

E’ facilmente rilevabile dalle comunicazioni precedenti che le entità manifestatesi hanno, ciascuna con la propria personalità ed il proprio modo di esprimersi, lanciato verso di noi un messaggio, a volte una esortazione, in altre un principio sul quale meditare; ognuna di esse mostrando un diverso stadio evolutivo eppure tutte mosse da un unico ed identico desiderio: donarci, per puro amore, qualcosa che potesse esserci utile a progredire, a migliorare.

E’ superfluo sottolineare in questa circostanza che, allo stadio in cui ci trovavamo allora, non fummo sfiorati neanche per un attimo dall’idea di abbandonare questa esperienza e perciò continuammo, spinti, come ho detto, non solo da curiosità.

Tale nostra insistenza ci consentì l’incontro con l’amatissimo (a noi ancora sconosciuto), burbero ed al tempo stesso dolcissimo vecchio … colui che sarebbe stato per un po’ vicino a noi, ad illuminarci il cammino acchè ritrovassimo il giusto sentiero per riprendere la marcia lungo esso: Lucio Anneo Seneca!.

 

Il 15 marzo del 1985, mentre eravamo seduti al tabellone come ormai di consueto, fece la sua prima comparsa il “carpentiere d’anime”, come egli stesso volle definirsi.

Ed ecco il testo del verbale che redigemmo quel pomeriggio:

 

Noi Chi sei?
Seneca Seneca. Incorrupta lux est vobis. Nosco veritatem et nunc vobis dico Universam Veritatem. Cuncta gens … (Trad.: “la luce incorrotta è a voi. Conosco la verità e ora a voi dico l’intera Verità. Tutti gli uomini …). Ogni uomo nasce e muore nel buio e permane in esso per lungo tempo. Così fu a me sorte: cur? Makarioi oi pauperoi. Difficultas vobis? (Trad.:“Perché? Beati i poveri. Vi è difficile?):
Noi Si ci è difficile comprendere. Se potessi comunicare in italiano, preferiremmo.
Seneca Nolite satanam. Hoc volo nescii ne essetis. (Trad.: “Rifiutate satana. Ciò voglio acchè non siate ignari”). Ego sum Seneca (Trad.: “io sono Seneca”). Anche chi non conobbe la parola del Cristo poté salvarsi … io vi sarò guida.
Noi Vuoi dire che sarai la nostra guida spirituale?
Seneca Ero. (Trad.: “Sarò”).
Noi Dunque tu sei il nostro Spirito Guida. Ti salutiamo nel Nome di Cristo.
Seneca Ave et salvete vos. Tutto è chiaro a chi solo ha veduto la Luce, solamente la Luce. Dunque non vi meravigli il mio parlarvi con cognizioni dei vostri giorni, anche con parole che pensiero e scienza comprenderanno in anni prossimi.Io conosco i vostri dubbi, le vostre paure, le vostre lotte contro voi stessi. Cavate rationem sed eam audite. (Trad.: “attenti alla ragione ma uditela”). Non potete rinnegare l’unico mezzo datovi per conoscere il mondo, ma dovete comprenderne l’eccesso di limitatezza. Est, difficile auditu, veritas in Luce (Trad.: “La verità, difficile ad udirsi, è nella Luce”) … Nunc vobis dico: Ave! Redibo, ave! (Trad.: “Ora a voi dico: Ave! Tornerò, ave!).

 

Ci trovammo così per la prima volta ed inaspettatamente, con il nostro Spirito Guida: un’entità preposta al nostro retto procedere.

La circostanza mi fece pensare agli Angeli Custodi della religione cattolica: buoni consiglieri. Così Seneca: il nostro Angelo.

Due giorni dopo eravamo ancora una volta al tabellone:

 

Seneca Hic sum.
Noi Chi sei?
Seneca Lucio Anneo Seneca. Hic sum inter vos. Primum mementote: Excerpite vos itaque ratione et recedite tandem (fa il segno della Croce). Iactati non pro spatio aetatis in portum tranquilliorem: in luminosum portum fidei. Vivere tota vita discendumst. Et quod fortasse mirabimini tota vita discendumst mori. Incertumst quo loco vos mors expectet, itaque vos illam omni loco expectate. Quem putatis perisse praemissus est. Omnem diem credite vobis diluxisse supremum. Hoc volo nescii ne essetis. (Trad.: “Innanzi tutto ricordate: staccatevi adunque dalla ragione e ritiratevi finalmente, non travagliati per il corso della vita, in un porto più tranquillo: nel luminoso porto della fede. Per tutta la vita si deve imparare a vivere. E, il che forse vi stupirà, per tutta la vita si deve imparare a morire. E’ incerto in quale luogo la morte vi attenda, dunque voi attendetela in ogni luogo. Colui che ritenete essere morto è stato mandato innanzi. Considerate ogni giorno come se fosse l’ultimo per voi. Ciò voglio che sappiate”). Su ciò meditate poiché voi tralasciate ogni significato. Con lo sforzo che vi sarà necessario per tradurre forse vi soffermerete più lungamente. Prima di comunicarvi verità che sottovalutereste voglio che vi abituiate a fermarvi su ogni parola che profferirò nella vostra lingua, come se doveste tradurla.

 

Come il lettore avrà osservato, la nostra Guida si presentò a noi in modo decisamente originale, parlando latino e certamente non per fare sfoggio di classici, ma con il preciso intento di darci un primo importante insegnamento: la necessità di soffermarsi a meditare sulle parole e sui concetti che da quel momento in avanti ci sarebbero stati elargiti.

E’ appena il caso di sottolineare il valore del brano nel suo contenuto ricchissimo di insegnamento … il nostro primo insegnamento.

Bene, eravamo certamente ad una svolta decisiva della nostra ricerca, anzi sicuramente ad un momento solenne: quello del nostro accettare o meno come reale il fenomeno.

Devo confessare che fino a quel momento, e anche oltre, tutti e tre eravamo ancora soggetti a stati di crisi determinate dal dubbio, a volte molto profondo, circa, la possibile genuinità delle comunicazioni, nel senso che queste potevano essere parto del nostro “rigoglioso”, o almeno ritenuto tale, subcosciente.

La più consolidata abitudine, acquisita negli anni precedenti, ad un atteggiamento critico per ogni cosa, aveva mostrato i segni della sua presenza anche in occasione dell’ “arrivo” della guida spirituale: come fare ad essere certi che ciò che diceva era un bene, era positivo? Così, in risposta alle nostre titubanze, ecco un brano di una comunicazione avvenuta il 17 novembre 1985:

Seneca Ho da dichiararmi ancora una volta servo di voi e d’altri servi di Dio: e ciò poiché presto “diuturne” servizio presso le anime che cercano e non. In ciò l’opera mia che, se talora imperfetta, è comunque dedita completamente a chi ha da conoscere e quindi da credere. Se il frutto del mio operato è bono o malo, su ciò vi è data ampia facoltà di discernimento in funzione e rispetto a quella amplissima ch’è maggior dono divino. Ma io ricordo un dettame che dalla voce del Cristo non è confutabile e che ha da essere certezza di avallo o di smentita: guardatevi dai falsi profeti che sotto sembianze di pecore sono lupi rapaci. Li riconoscerete dai frutti. Potreste raccogliere grappoli da spine o fichi dai rovi? Così Cristo ha detto: “L’albero buono non può dare frutti guasti e l’albero guasto non può dare frutti buoni”. Io ho da dire a chi si accovaccia pronto ad udire pur non certo: io non ho da far conoscere, ma da dar il mezzo del conoscere unico e vero: Fidem! Così il mio edocervi sullo stato mentale capace di accettare la fede è prodromo della conoscenza che pura appare a chi fida in fede.

 

Ed ancora ho da citare stralcio di una comunicazione del 13 febbraio 1986 attinente ai nostri ancora non sopiti dubbi che periodicamente emergevano anche dopo mesi di insegnamento:

 

Seneca Voglio comunicare a chi crede e a chi crede fortemente che ruolo che è e che fu e sarà mio è quello di chi intraprese itinerario inconsueto e fitto di incognite. Il regno che insiste sulla regione dell’oltretomba, donde dicono alcuno aver mai fatto ritorno, non giace né riposa in eterno. Esso di contro ferve d’ignota ai mortali incessante attività. Esso sconfinato regno riposa su cardini che affondano nei cuori dei viventi e per essi ignari urge di indomita attività. Alcuno decide in piena libertà d’adiuvare i fratelli della sponda terrena a mo’ di luce che ravvivando illumini né sia tangibile: sic Lucius. Tale ultimo cimento è il più arduo poiché mira al dar conoscenza salvo facendo l’arbitrio: siffatto modo vuole imitare, nella sua miseria, l’operato di Chi vi desiderò liberi. Così tentò ed insiste la vostra guida. Che ciò che dissi e volli insegnare porti in sé il soffio dell’Eterno, anche limitata umana ragione ha da vedere; che ciò che scrissi, o per me scriveste, abbia i segni del vostro conoscere, appare sicuro e certo. Ma io volli a voi venire non per verbi ma per note (intendi note musicali N.d.A.), ma le note d’una musica che viene intonata là ove il cielo perde i suoi confini sono ben più complesse a far scendere in grevi ragioni. Ma ecco che ciò che appare inconsueto nei grossi cervelli è subito appreso da semplici.Proprio come la musica: ed ebbe anche qualcun altro già a dirvelo. Qui è la chiave per aprire serratura d’eterno battente: le note che singole sono ben piccola cosa unite a legione suonano in alto la gloria dell’Eterno!Così quando potrete oh voi conoscere la sinfonia che voglio apprezziate … Stavo per narrarvi dell’incorruttibile sinfonia che echeggia tra gli spazi infiniti che attraverso eterne stagioni porta la Verità che non muore. L’autentico grande mistero che parla di Dio agli uomini è rappresentato dalla sensazione che la musica porta. Essa è irriducibile a schemi logici, eppure evoca, come certe formule, potenti sensazioni e poderose pulsioni: cur (Trad.: “Perché”)? Datemi una logica spiegazione: schematizzate al computer un grafico di picchi e linee che rappresentino le note d’una sinfonia e pur trovando analogia tra le posizioni di esse note od altro non avrete sfiorato l’enigma del loro insieme suscitarvi ira o gioia, pace o timore, amore o sdegno: cur? Così la fede. Così risponderò col dire che la capacità d’intendere per note è identica alla capacità d’intendere per fede; quando ciò chiaro tutto chiaro.

 

Ed ancora in una comunicazione del 24 febbraio 1986 la nostra Guida, molto tempo prima che ci lasciasse, volle darci annuncio che i dubbi non si sarebbero sopiti.

 

Seneca Quand’anche oggi vi foste resi conto della paternità subconscia del vostro Lucio, nulla toglierebbe all’ispirazione divina delle parole che profferii. Ma rileggete un giorno! E mai siate dimentichi dei frutti e dell’albero: parola di Cristo. Così se fosse il subconscio e non Seneca, altrettanto esso e non egli (cioè il subconscio e non Seneca N.d.A.) varrebbe a significazione della costante presenza di Dio e dell’infinità di vie che Egli batte. Ciò rileggete …

 

Il successivo 24 marzo la nostra Guida volle darci un cenno sulla creazione del mondo:

 

Seneca Ciò che vi dirò va interpretato però con massimo discernimento. In principio era il Verbo Eterno ed Immutabile. Egli è Amore, fu e sarà. Ma il grande carico d’Amore pensò di tradurre in opera creata ed il Suo pensiero d’Amore folgorò lo spazio creandolo e generando il tempo.Il pensiero creativo hanno chiamato “Grande Bang”: Big Bang. La temperatura di esso raggiunse i cento quintilioni di gradi, ma la temperatura non dovete intenderla come dimensione solo fisica, poiché Dio Stesso è temperatura nella massima possibilità in quanto la temperatura è espressione di energia vitale solo in Dio priva dell’entropia di cui vi dirò. Quattro forze generò il Big direttamente, poiché già in esso insite, dal pensiero dell’Altissimo. Uno: L’elettromagnetica. Due: L’atomica nucleare debole. (è la forza di trasformazione). Esse si trovarono ad agire sui primigenii Quark, cioè neutroni e protoni. Ma fu aperta conflagrazione con gli opposti anti-Quark nei primi venti secondi dal Big Bang; tale conflitto generò energia pura e lasciò un’innumera quantità di Quark poiché in maggioranza. Alcuni anti-Quark però… Scesa la temperatura per effetto esergonico a cento miliardi di gradi, fece comparsa la terza forza: la gravitazionale e la quarta: nucleare atomica forte, cioè di coesione.

Apparvero così in scena Leptoni ed anti-Leptoni. I primi, in maggioranza, prevalsero. Alcuni anti-Leptoni sfuggirono e …

A trecento milioni di gradi prese il sopravvento la nucleare forte: fusione in atomi di Quark e Leptoni.

La materia si generò così ma vi dirò poi di ogni singolo passaggio che ora vi è oscuro.

Vi sia pace. Ave.

 

E’ certo che se la comunicazione precedente ci aveva impressionato, la successiva, concernente analoga materia vista più in dettaglio, ci lasciò esterrefatti sia per i concetti in essa esposti che per l’impressionante potere di sintesi espresso nella comunicazione.

I concetti in essa contenuti appaiono comprensibili, per lo meno a tutta prima, solo agli addetti ai lavori; tuttavia ho voluto trascrivere la comunicazione non foss’altro che per dare modo a chi legge di formarsi un più esauriente concetto su ciò che si verificava durante le sedute, tutt’altro che monocordi, ma imperniate sui temi più diversi: prova tangibile di ciò la comunicazione che segue:

 

Seneca Bene, voglio dire l’universo si spiega al cuore solo con la parola AMORE; ma niente delusione perché per appagare anche il mostro ragione vi dirò prima dei suoi comprensibili mattoni costitutivi. A ciò adopererò termini conosciuti dalla scienza povera.Allora chiamerò la forza nucleare debole: “FD”; la nucleare forte: “FF”; la gravitazionale: “FG”; la elettromagnetica: “FEM”. I Leptoni “L”; i Quark “Q”; mentre udite cercate di pensare poiché ancora devo farvi capire dei mattoni prima di ipotizzare la spiegazione di parte del supremo progetto.I mattoni costitutivi sono “L” e “Q”. I Leptoni sono di sei tipi raggruppati in tre doppietti.UNO: L’elettrone con carica –1 ed il suo neutrino elettronico con carica 0 (zero).DUE: il muone con carica –1 ed il suo neutrino muonico con carica 0 (zero).TRE: Il tau con carica –1 ed il suo neutrino tauonico con carica 0 (zero).

Ogni Leptone ha massa quasi puntiforme pari ad un diametro di dieci alla meno quindici centimetri; così come i Quark, ad ogni “L” corrisponde un “anti-L” di massa identica ma di carica e sapore opposti: del “sapore” vi parlerò in seguito: il sapore sarà quello di “stranezza”; “bellezza”; di “verità”.

Ma i fisici moderni non si meraviglieranno quando parlaste loro del sapore quantico e leptonico.

Ora dicevo della serie degli “anti-L”:

Il Positone di carica +1 ed il suo antineutrino elettronico di carica 0 (zero);

L’Antimuone o muone positivo, con carica +1 ed il suo antineutrino muonico di carica 0 (zero);

Il Tau Positivo è di carica +1 ed il suo antineutrino tauonico di carica 0 (zero).

La serie dei Quark è più problematica.

Il “Q UP” (viene dal UP inglese), lo indichiamo con “Qu”.

Allora: il “Qu” di carica frazionaria +2/3 ed il “Qd” (dall’inglese down) di carica frazionaria –1/3; il “Qc” (dall’inglese charm, dunque Quark-incanto) di carica frazionaria +2/3 ed il “Qs” (dall’inglese strangenesse = stranezza) di carica –1/3.

Qui dovremmo fermarci ma ipotizziamo l’esistenza di un terzo doppietto di Quark: ciò in coda di comunicazione tratterò.

Bene, la materia ordinaria è da ricollegare soltanto alle prime due coppie di “Q” ed “L”: l’elettrone è infatti nell’atomo il “Leptone-elettrone” di carica meno con il suo neutrino elettronico di carica zero e di massa quasi nulla; il nucleo è composto da neutroni e protoni.

I protoni non sono altro che una tripletta di “Q”: “Qu”, “Qd”, “Qd”.

Il neutrone: “Qu”, “Qu”, “Qd”.

Così è spiegata la materia ordinaria: ma perché allora questo spreco di “L” e di “Q”?

Andremo oltre ma prima è giusto sappiate di altre simili e semplici elementarità.

Il Leptone ha carica unitaria mentre il Quark frazionaria. I “Q” possono unirsi in doppietti di “Q” ed “anti-Q” = Mesoni.

Oppure in triplette di “Q” = Barioni.

Mesoni e Barioni chiamano: “Adroni”. Di massa non più puntiforme, con diametro infatti dieci alla meno tredici centimetri. Se ne conoscono un centinaio.

Bene, e vediamo come le quattro forze agiscono su “Q” ed “L”.

Come agiscono, si domanda l’uomo, le forze create dal “grande bang” sulla materia primigenia ed attuale?

Su “Q” ed “L” non ha influenza la “FG”.

La “FEM” agisce su ogni particella avente carica a mezzo dei fotoni: quanti di energia di massa nulla! Ma è necessario dirvi che due particelle entrano in collisione scambiandosi entità chiamate “Bosoni di Gauge”. I Bosoni sono chiamati “Gluoni” nel caso di interazione tra “Q”. ma nel caso di tale interazione vige il governo della “FG” che governa solo interazioni tra “Q”.

La “FD”, invece, ha dominio sui “Q” ed “anti-Q” e sulle loro interazioni. In tal caso e solo per energie alte ed in caso di quiescenza della “FEM” e della “FG” vengono trasmessi Bosoni: “W positivo”, “W negativo”, “Z zero”.

Così accade che se facciamo collidere fasci di elettroni ad alta energia, vale a dire “L” ed “anti-L”, si ottiene un mesone pesante ed instabile dall’annichilimento dei primi due.

Mesone composto da “Q”: uno dei “Q” del terzo doppietto non trattato, “Q” che è il “Q bellezza” (“Qb”) con il suo “anti-QB” (b viene da “bottom” = “basso”). Il “Qb” ha carica frazionaria –1/3 e l’ “anti-QB” carica frazionaria +1/3. Così la degradazione attraverso un Bosone “Zo” dà realtà del quinto “Q” e del suo “anti-Q”. ma conoscendo l’appaiata esistente dei “Q” in doppietti vien fatto di pensare al sesto “Q”: il “Qt” (da “top” = “alto”) col suo “anti-QT”.

Il primo di carica frazionaria +2/3 e l’ “anti-QT” di carica frazionaria di –2/3.

Ma perché non appare questo sesto “Q” detto “Verità”?

Perché ha bisogno di più energia data la massa più pesante?

Dietro cosa si cela? Quando il suo “sapore”?

 

La terza ed ultima comunicazione di Seneca sull’argomento, intervenuta molto tempo dopo le prime due, è di estrema complessità e pertanto non viene riportata in questa sede. Mi limiterò a dire che la nostra Guida ha esposto i temi della creazione, della Trinità, dei parametri spazio-temporali e dell’eternità avvalendosi di concetti di matematica superiore mirabilmente intrecciati ad elevatissimi concetti di teologia.

Il contenuto della comunicazione, sebbene espresso in termini “umanamente e razionalmente comprensibili”, presuppone conoscenze specifiche in entrambi i campi e pertanto è tuttora sottoposta a nostro studio, né è certo che possa, almeno da chi scrive, essere compresa appieno. Aggiungerò solo che in essa viene fornita una visione d’insieme di grande respiro in cui si ampliano i confini dell’ipotizzabile determinando il cambiamento del panorama delle nostre tradizionali concezioni.

Ciò non può che indurci ad una riflessione di fondo: l’ambito di comprensibilità umana, in senso analitico-razionale, è inesorabilmente limitato: di qui l’ipotizzare che tale metodo possa costituire addirittura ostacolo alla comprensione della Verità che, di contro, diviene immediata attraverso l’intuizione e la fede.

 

 

1)pdfhttp://ilsentierodelpadre.it/wp-content/uploads/2014/07/tabella.pdf#pagemode=none2)/pdf

 

DOPPIETTI

DI

LEPTONI

DOPPIETTI

DI

ANTILEPTONI

Elettrone

 

Neutrino Elettronico

-10 ene

Positone

 

Antineutrino Elettronico
+10 e+ne

Neutrone

 

Neutrino Muonico

-10 mnm

Muone Positivo

 

Antineutrino Muonico

+10 m+nm

Tau

 

Neutrino Tauonico
-10 tnt

Tau Positivo

 

Antineutrino Tauonico
+10 t+nt

 

 

DOPPIETTI

DI

QUARK

DOPPIETTI

DI

ANTIQUARK

Su     (up)

 

Giù   (down)

+2/3-1/3 ud

Anti-su

 

Anti-giù
-2/3+1/3 u¯d¯

Incanto    (charm)

 

Stranezza (strangenesse)

+2/3-1/3 cs

Anti-incanto

 

Anti-stranezza

-2/3+1/3 c¯s¯

Alto   (top-verità)

 

Basso (Bottom-bellezza)

+2/3-1/3 tb

Anti-alto    (anti-verità)

 

Anti-basso (anti-bellezza)

-2/3+1/3 t¯b¯

 

 

“Q”“L”“FD” = Quark= Leptone= Forza Nucleare Debole “FF”“FG”“FEM” = Forza Nucleare Forte= Forza Gravitazionale= Forza Elettromagnetica

 

Allegati

Note

Note
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